Lecce. Liverani: "La Mantia non è ancora nostro. Bovo? Valuteremo"

Fabio Liverani
Fabio Liverani

Alla vigilia della gara di Coppa Italia tra Lecce e Genoa, valida per il terzo turno e in programma domani sera alle 21.15, ha parlato in sala stampa mister Fabio Liverani. Queste le sue parole:

"Credo che in questo momento della stagione la mezz'ora dei supplementari era da evitare, però abbiamo poi calciatori e rosa per affrontare un'altra partita. La squadra sta bene, fortunatamente non ci sono stati grandi problemi fisici. Genova per me è stata la partenza per la mia nuova carriera da allenatore e quindi ho molti ricordi positivi.

In questo periodo bisogna capire a che punto siamo, la squadra credo che abbia fatto una buona gara, ci sono state delle cose positive, altre meno. I favori del pronostico è normale siano a favore della squadra di Serie A, ma è sempre una partita di agosto e tutto può succedere, noi dobbiamo giocare con serenità. Non credo che ci siano tanti cambiamenti in questo periodo, ma non come formazione non ci distaccheremo tanto da quella della gara con la Feralpisalò. La Mantia non è un giocatore del Lecce: quando e se sarà ufficiale diventerà un giocatore a disposizione, oggi non ha senso portare(a Genova, ndr) qualcuno che è in trattativa, ma che non ha mai svolto un allenamento con noi.

Tabanelli? Ha caratteristiche importanti ed è un giocatore che è stato anche in un organico di Serie A. E' evidente che nel momento in cui non giochi da tanto tempo è più difficile riprendere. Quello che oggi vediamo è il frutto di tanto lavoro e sacrifici, credo possa essere un valore aggiunto per la squadra. Il suo ruolo naturale è la mezz'ala. Il mercato a volte ti da delle possibilità o delle intuizioni che ogni giorno cambiano: noi abbiamo bisogno di un calciatore con fisicità. Bovo? E' un giocatore che viene da un problema fisico a Pescara e ha voglia di vedere se è in grado di poter giocare e quindi starà con noi un periodo e faremo tutte le valutazioni possibili. Sarà con noi sul campo per dieci giorni e poi insieme al direttore e allo staff vediamo di prendere una decisione.

Serie B a 19 squadre? Personalmente credo sia la scelta più equilibrata e più veritiera per questo sport. Per salire di categoria bisogna vincere sul campo, a prescindere dalle disgrazie delle altre squadre, quindi credo che il format che rimanga a 19 squadre con tre retrocessioni dirette la prossima non va attaccare nulla agli altri. Credo quindi sia giusto dare la possibilità a chi vince sul campo e non a chi vince nei tribunali. A livello sportivo credo si possa dare un segnale che in Italia si vince e si sale di categoria soltanto quando lo si fa sul campo".

Matteo Pagano

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