Lecce. Meluso: "Con lo Spezia massima serenità e consapevolezza"

Mauro Meluso
Mauro Meluso

Nella settimana che ci porta all'importante match contro lo Spezia che può regalare un sogno ad un intero territorio, in sala stampa ha parlato il direttore sportivo Mauro Meluso. Queste le sue parole:

"Affrontiamo una settimana particolare e quindi sono qui io per questo, per parlare di questa ultima partita perché sappiamo che importanza ha. Non ho ancora firmato il rinnovo del contratto, io sto molto bene a Lecce e quindi spero di rinnovarlo e siamo in dirittura d'arrivo, ci abbiamo già parlato, credo che non ci saranno problemi. Io in sede di presentazione dissi che volevo piantare le tende e oggi sono ancora più convinto di questo. Sabato scorso ero in Polonia in quanto il viaggio per visionare partite era programmato da tempo, ma ho seguito comunque Ascoli-Palermo in streaming in quanto ero interessato, ma niente di particolare.

E' ingeneroso oggi parlare di un solo calciatore, questo è un gruppo che è cresciuto insieme e non c'è nessun singolo che possa pensare di risolvere la partita da solo se non ha il gruppo alle spalle che lo aiuta. Mi vengono in mente Marino e Tabanelli che in passato sembrava non potessero giocare nel Lecce nemmeno in Serie C. Sono tutti cresciuti tanto ed è un grande piacere per noi come società, per loro stessi e anche per la gente che li ha visti crescere nel corso delle settimane. Al momento non voglio fare bilanci preferisco farli alla fine, ora abbiamo un'altra gara a cui pensare.

Pressioni? Non è cambiato nulla rispetto al passato, noi siamo artefici del nostro destino e non dobbiamo guardare ai risultati delle altre. Credo che questa squadra ci ha abituato a prestazioni molto positive dopo le sconfitte, ma vorrei riportare tutto ad una situazione di serenità e normalità, parliamo di calcio comunque vada è sempre una partita di calcio e va presa per quello che è. Fermo restando che ci metteremo l'anima per cercare di farla nostra, ma con la spensieratezza di sempre, non dobbiamo portare le tensioni in campo. La differenza è tra una squadra che deve vincere e sperare e tra una che deve vincere e basta. Non stiamo andando in guerra, stiamo andando a fare una festa con la nostra gente che è calorosissima e che sarà numerosa come non mai a Lecce da quando ci sono io.

Io non voglio parlare del Palermo, penso alla nostra gara con serenità, noi abbiamo delle certezze. Ho visto l'allenamento ieri e ho notato la stessa atmosfera, armonia e la solita determinazione della squadra e dello staff. Da direttore sportivo non credo di aver mai vissuto una gara con 30 mila spettatori, da calciatore sì. La prima promozione conseguita sul campo come direttore sportivo è stata quella dell'anno scorso che è stata un'annata felicissima, con grandi tensioni sul finale se vi ricordate. Le operazioni di gennaio? Le decisioni non le prendo da solo e devo dire che per quanto riguarda Lucioni è stata più una scelta della proprietà che ha rinunciato ad un introito importante per non indebolire la squadra. A gennaio abbiamo voluto alzare l'asticella e abbiamo voluto rinforzarci con degli sforzi economici. Tachtsidis? Ripeto le decisioni vengono prese collegialmente, ma la responsabilità chiaramente è mia. Meccariello non era un calciatore nei miei radar, oggi è una certezza e uno dei nostri punti di forza e lui lo voleva fortemente Liverani. Su di lui abbiamo un diritto di riscatto anche abbastanza basso.

Lucioni andrà in bici a Benevento in caso di promozione? Non gli presto la mia perché sicuramente riandrò alla Madonna di Loreto e farò altre cose che non voglio dire per scaramanzia. Sono due le partite che ci hanno fatto riflettere su dove potesse arrivare questa squadra: a Livorno e a Verona. Quante espulsioni ho avuto quest'anno? Una sola, a Pescara e sappiamo come è andata quella partita, l'anno scorso ne ho prese molte di più, però quest'anno me lo sono imposto e credo che anche la classe arbitrale abbia compiuto meno errori. L'ultima partita è storicamente carica di tensioni a prescindere da chi vai ad incontrare, sicuramente lo Spezia sta giocando benissimo ed è un'ottima squadra composta da ottimi elementi, ma sappiamo che noi abbiamo dei giocatori di altrettanto ottimo livello e che hanno fatto molto bene quest'anno, quindi sono tranquillo e sereno. Io in ritiro? No, vado solo a trovarli, ma non dormo lì torno a casa mia. Io sono molto tranquillo e sono sicuro che venerdì sera riposerò tranquillo, io credo che dobbiamo esserlo tutti. Quando dico che mi vorrei fermare qui è perché mi trovo bene con la società, nella città e con la gente. Il fatto di Chiricò è stato un fatto isolato e penso anche sorpassato, non l'abbiamo utilizzato e l'abbiamo anche venduto guadagnandoci qualcosa".

Matteo Pagano

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