Lecce. Liverani a SI: "Le voci di mercato non mi distraggono" - I AM CALCIO LECCE

Lecce. Liverani a SI: "Le voci di mercato non mi distraggono"

Fabio Liverani
Fabio Liverani
LecceSerie A

Fabio Liverani è stato ospite ieri sera a Sportitalia dove ha parlato del suo Lecce e delle sue esperienze come allenatore. Queste le sue considerazioni:

Credo che questo percorso sia iniziato il 17 settembre 2017, un percorso di crescita insieme: staff tecnico, dirigenziale e un gruppo di calciatori che come tutte le cose vanno ad evolversi per ogni categoria. Abbiamo preso un gruppo importante in C e ha vinto un campionato difficile, quasi impossibile, dopo di che la Serie B ci aveva detto che dovevamo cambiare e l'abbiamo fatto: abbiamo preso tanti calciatori in cadetteria e ci è voluto un pochino di tempo prima di poter andare a incidere nelle idee e nella testa. Piano piano siamo cresciuti e tanti calciatori ad un certo punto ci hanno creduto veramente di riuscire a fare questo miracolo sportivo che era di essere promossi direttamente senza passare dai playoff. Poi la Serie A: c'era da mettersi seduti a parlarne e abbiamo capito che ci sarebbe stato da soffrire perché una parte degli introiti sarebbe servita per rimettere in piedi uno stadio che era quasi fatiscente per la massima serie, una parte quindi del nostro budget è stato speso per poter rendere lo stadio adeguato alla categoria. Dopo di questo abbiamo cercato non tanto con i soldi, ma con le idee di imbastire una squadra. I primi mesi era difficile poter cambiare tutto: il gruppo che c'era già ha lavorato alla grande fino ai primi di novembre dopo di che ci siamo ritrovati a dicembre tra infortuni e squalifiche ad allenarci con 11 calciatori. Abbiamo pagato questa cosa negli scontri diretti dopo questo abbiamo capito che bisognava fare uno sforzo e come sempre la società mi ha accontentato. Il mercato di gennaio ci ha alzato la competitività, ovviamente non siamo diventati il Real Madrid, ma siamo diventati una squadra che può mettere in difficoltà una squadra in salute perché il Napoli non era quello di due mesi fa e la vittoria di oggi(ieri in Coppa Italia il Napoli ha battuto l'Inter, ndr) da ancora più valore a quanto abbiamo fatto.

Le voci di mercato fanno piacere, questo è un mondo che conosco a memoria e so benissimo che quando le cose non vanno bene il telefono non squilla mai, mentre quando le cose funzionano ti cercano tutti. Questo però non distoglie quello che è il mio obiettivo con il Lecce. L'esperienza con la Ternana è stata il motore della ripartenza: mi chiesero come obiettivo di non arrivare ultimo. Non mi importò nemmeno del contratto, chiesi soltanto vitto e alloggio: abbiamo fatto 13 gare con una media di 2 punti. Dall'ultimo posto siamo passati alla salvezza diretta senza passare dai playout, quello è stato veramente un miracolo calcistico ed è stata un'esperienza che ha dato molto anche a me. Ci prepariamo per una partita importante e il girone di ritorno ci permette di avere, in alcuni momenti, delle partite che sono degli sparti acqua: quella di sabato ha un valore molto alto, non è definitiva, ma incontriamo una squadra che è sotto noi e che vuole accorciare il distacco. Mentre noi abbiamo la possibilità di allungare e di dare un segnale forte a chi ci insegue. Il cambio di allenatore crea qualche problematica nella preparazione della partita perché è impossibile studiare le idee Di Biagio, abbiamo qualche incognita in più e la cosa principale da fare è quella di concentrarci su noi stessi. Da domani(oggi, ndr) andiamo in ritiro proprio per stare insieme e dare più concentrazione a tutti.

Barak è un calciatore forte ed era uno dei protagonisti del progetto Udinese, poi non ha trovato spazio, mentre Saponara sia stato messo al di fuori del progetto e ha giocato qualche partita da mezz'ala. Per me lui sa fare tutto: ha qualità, intelligenza tattica, inserimento e chiaramente non è che poteva dimenticare di giocare a calcio. Doveva solo trovare l'ambiente giusto per potersi esprimere e noi come società e come squadra dobbiamo cercare queste cose perché in Serie A non potevamo prendere giocatori così forti al massimo delle loro qualità. 

Matteo Pagano

Leggi altre notizie:LECCE Serie A