Lecce, il 4-3-3 è la tua veste ideale

8 partite, 14 punti, 4 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte.
Sono questi i numeri del Lecce che, dopo due battute d'arresto (con Lupa Roma e Messina) è sempre riuscito a rialzare la testa, dimostrando di avere i mezzi giusti per fare un campionato importante.
Aspettando Lupa Roma- Martina Franca e Lamezia- Catanzaro che si giocheranno in giornata (per seguire i risultati della Lega Pro e delle gare di calcio dilettantistico di oggi, CLICCA QUI), si può già fare uno studio del campionato del Lecce fino a questo momento.
I giallorossi, evidentemente, hanno una marcia in più tra le mura amiche, dove conservano un record importante: unica squadra del campionato ad aver sempre vinto ed a non aver mai subito reti dagli avversari (6 i gol fatti, 0 quelli subiti), ma balbettano in trasferta, dove invece non hanno mai vinto ed hanno racimolato solo 2 punti in 4 gare.
Adesso sembra essere arrivato il momento più importante, quello della verità.
Il Lecce dovrà affrontare 2 trasferte consecutive, su campi tutt'altro che semplici: Juve Stabia e Salernitana.
Tra due settimane, il Lecce sarà più in alto in classifica?
Molto, dipenderà dall'approccio alla gara e dal modulo applicato, con cui far esprimere al meglio i salentini.
Volendoci soffermare sull'approccio, è sembrato che nelle due sconfitte, il Lecce abbia avuto momenti di scoramento determinanti. Contro i laziali, la squadra di Lerda subì due reti addirittura nel giro di 120 secondi (Testardi al 67' e Leccese al 69') e contro il Messina nel giro di 10 minuti (Orlando al 46' e Corona al 56'), dopo il 3-1 definitivo, giunto nel finale.
Sono dei black out troppo pericolosi, che il Lecce negli ultimi anni ha patito spesso e che non dovranno ripetersi assolutamente. Infatti, a voler guardare in casa delle prime in classifica, il Benevento ha conquistato 11 punti fuori casa dove ha vinto tre gare e ne ha pareggiate due e anche la Salernitana sta macinando punti importanti lontano dalle mura amiche, ne ha conquistati 10, senza mai subire una sconfitta.
Ora tocca al Lecce.
Ragionando sul secondo punto, ci chiediamo se possa essere un problema di schemi in campo. Forse sì.
Il Lecce con il 4-4-2 non piace a nessuno.
Non giriamoci intorno, i salentini con questo modulo hanno pur conquistato vittorie, ma giocando non benissimo, trasmettendo poco a livello di spettacolo e creando quasi niente in zona offensiva. Partita emblema di questa sistemazione in campo, quella con la Paganese, dove il Lecce ha faticato a costruire buone trame offensive ed ha rischiato anche di essere raggiunto nel finale.
Il 4-3-3 visto ieri, invece, piace, e pure molto.
Oltre alla certezza Caglioni tra i pali, in difesa sono piaciuti ancora una volta i centrali Sacilotto e Abruzzese. Benissimo anche Martinez a destra e Donida a sinistra (inutile dire che il titolare Lopez in questo ruolo riesce ad essere sempre tra i migliori in campo). Ed, in questo settore, un dato evidente lascia stupiti: con la difesa titolare, il Lecce non ha mai subito gol. Infatti, a Messina era assente Abruzzese, contro la Lupa Roma invece, fu schierata una difesa d'emergenza (Donida, Carini, Sacilotto, Rullo e Petrachi in porta), visti i tanti assenti per squalifica.
Detto della difesa titolare sulla quale fare affidamento, guardiamo al centrocampo. Gli inamovibili Salvi e Papini ieri hanno dimostrato di sapersi muovere bene con il 4-3-3, coadiuvati da un ottimo Mannini, il quale sta dimostrando di possedere duttilità tattica e propensione al sacrificio. Gomes probabilmente non è ancora pronto, a Matera e anche ieri, partita in cui ha perso diversi palloni pericolosi, non ha convinto. Ad oggi, è quello composto da Salvi, Papini e Mannini il centrocampo che può portare occasioni preziose agli attaccanti giallorossi. Un centrocampo sostenuto dagli esterni in fase di non possesso.
In attacco, suona come una bocciatura l'esclusione di Della Rocca (1 solo gol in 7 gare). Con Moscardelli (molo più mobile di Della Rocca) punta centrale e Doumbia e Carrozza sugli esterni, non solo ci guadagna lo spettacolo, ma anche la manovra offensiva. La gara di ieri è probabilmente quella in cui il Lecce ha creato di più, soprattutto quando l'ex giocatore del Parma è entrato in campo. Sono state create almeno 5-6 occasioni da rete nitide. Carrozza ha fatto intendere di sapersi muovere bene nel tridente e Doumbia ha ammesso che nel 4-3-3 si esprime al meglio. E anche Lepore e Rosafio possono adattarsi bene nel gioco sulle fasce. L'unico interrogativo rimarrà quello di inserire Miccoli in questo modulo, ma probabilmente potrà agire da centrale, con Moscardelli e un altro esterno a coadiuvarlo.
Tutti felici per la gara e contenti del nuovo modulo. Le caratteristiche individuali, sembrano essere esaltate da questi nuovi schemi.
Allora perchè non accontentare tutti?
Poco conta se il Lecce giocherà al "Via del mare" o in trasferta, la squadra deve puntare a giocare all'attacco, senza remore. Per la promozione sono fondamentali anche i punti in trasferta. Il cambio di modulo pare che possa portarli più facilmente.
